Lawrence Lessing da Harvard a Montecitorio per difendere la Rete

Lawrence Lessing, da Harvard a Montecitorio per parlare di Web libero? Sembra quasi un miraggio, uno dei più classici, vedere un’oasi in pieno deserto. Invece, è realtà: la presenza di Lessing si concretizzerà il prossimo 11 marzo, nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, per tenere una lectio magistralis nell’ambito del convegno “Internet è libertà” organizzato da Capitale Digitale. Leggi Articolo »

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Addetti stampa 2.0, ne parlo su b-Smau


Leggi il mio post sul corporate blog di Smau.

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Il corso di giornalismo al Pascal e i pc rubati

I ragazzi del “Blaise Pascal” da oggi hanno un problema visto che sarò loro docente nel laboratorio di giornalismo multimediale. Prima lezione ore 14.30/17.30. Un percorso lungo 30 ore che si articolerà in dieci incontri. Scrivere un articolo (differenze tra carta e web), le regole e gli strumenti del mestiere,   il ruolo del giornalista oggi alcuni degli argomenti che verranno trattati. Testo di riferimento (è ovvio) Penne Digitali 2.0, scritto con l’amico e collega Carlo
Ci vediamo in aula. A proposito del laboratorio, multimediale lo era davvero: venti computer di ultimissima generazione con sistema di controllo automatico delle varie scrivanie dal pc del docente. Dico lo era perché il “Pascal” ha subito un furto una settimana fa: li hanno rubati tutti! Adesso ci dovremo arrangiare.

PS: Non c’entra con il corso ma da oggi troverete alcuni miei post anche sul blog di Smau che mi ha confermato nel panel dei relatori per il corso sugli uffici stampa 2.0 anche a Roma. A Bari è stato un successo con oltre 50 partecipanti.

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Google Buzz: un elenco di link utili

Ecco una serie di link raccolti da journalism.co.uk, che ha dedicato all’ argomento una intera pagina
http://blogs.journalism.co.uk/editors/2010/02/11/buzz-links-for-journalists/

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Smau senza Internet

Via Repubblica

Una notizia che entra di diritto nella hit parade del “colmo dei colmi”. Si è appena conclusa la seconda edizione di Smau Bari. Un evento di respiro internazionale (Bari è stata la prima tappa dei road show targati Smau) in cui oltre 2.500 visitatori – 20% in più dello scorso anno – hanno compreso, attraverso i casi di eccellenza locali e il supporto degli 80 fornitori di soluzioni informatiche, come l’innovazione tecnologica possa diventare una leva strategica per superare la crisi. Bene, ottimo lavoro. Complimenti a Confindustria Bari e Bat che ci hanno creduto.

Peccato, però, che in quello che è considerato il maggior evento nel settore delle tecnologie mancasse un ingrediente essenziale: il collegamento ad Internet. Il padiglione n. 9 della Fiera del Levante ne era sprovvisto. Relatori ed espositori sono rimasti a bocca aperta. “Ma come è possibile che in un evento di questo genere, non ci sia un collegamento Adsl?” si sono chiesti molti dei manager presenti. Che in ogni caso hanno giudicato “molta positiva e produttiva” la due giorni. A parte questo piccolo inconveniente. “Dobbiamo portare al Sud la banda larga in tempi brevi” ha dichiarato recentemente il ministro dello Sviluppo economico Scajola. Magari anche in vista della prossima edizione di Smau a Bari.

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L’addetto stampa nell’era dei Social media.. il mio seminario a Smau Bari

Buona parte della comunicazione scorre oggi online. E con essa anche il lavoro degli uffici stampa. Social network come Facebook e Twitter mettono a disposizione degli addetti alla comunicazione strumenti e servizi innovativi che, se maneggiati con abilità e competenza, permettono di divulgare iniziative e prodotti in tempi brevi e ad un pubblico molto ampio, consentono di creare un’immagine aziendale moderna e dinamica e di gestire in modo efficace i rapporti con i media.

LEGGI Il seminario che terrò a Bari

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Liquida paga i blogger

Un nuovo sistema di ricavi per blog. Liquida Network propone un sistema di ricavi per blog basato sulle migliaia di pagine viste e non più sul numero di click raccolti da banner e annunci. Ci sono tre pacchetti pubblicitari diversi e, a seconda della scelta, il network di affiliazione pubblicitaria remunera il blogger con 0,3, 0,8 o 1,2 Euro per ogni mille pagine viste. Il pagamento è trimestrale. Per potere entrare nel sistema, però, bisogna soddisfare dei requisiti minimi. Leggi Articolo »

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E’ il citizen journalism, bellezza..la radio tedesca WDR mi intervista

Servizio radiofonico di Francesco Cristino (che mi ha intervistato – AUDIO a fine post) realizzato per l’emittente multilingue Funkhaus Europa della radio pubblica tedesca WDR (Westdeutscher Rundfunk Koeln), trasmesso all’interno della rubrica Radio Colonia-I fatti del giorno.

Dal blog di Cristino:
Per la prima volta sulla tv di Stato italiana una trasmissione interamente realizzata da una community di giornalisti 2.0: è Citizen Report, la nuova creatura di Giovanni Minoli. Intanto il fenomeno del giornalismo partecipativo raccoglie, anche in Italia, sempre più adepti e sostenitori. I casi di Caffè News Magazine e Net1 News.
È uno dei fenomeni più importanti, se non il principale, del nuovo modo di fare informazione nell’era di Internet. Gli anglosassoni lo chiamano citizen journalism, ma la traduzione italiana rende meglio l’idea: giornalismo partecipativo. L’importante è esserci, catturare l’evento e condividerlo nel più breve tempo possibile con la Rete. Non importa se tramite la canonica forma testo, un video a bassa risoluzione o uno striminzito status di Facebook. Dire la verità e aprirsi a un dialogo costruttivo con gli altri utenti: sono questi i paletti di quello che il senior editor dell’«Independent on Sunday», David Randall, definisce «il giornalismo di domani». Un giornalismo molto diverso rispetto a quello dei media tradizionali. Eppure sono proprio loro, i giornali, i primi a guardare con grande attenzione a questa nuova opportunità: in particolare «la Repubblica» che, con il progetto Città 2.0 (già attivo a Bari e Parma), apre un’interessante finestra di dialogo con il mondo dei blogger locali. Anche la tv è però molto attenta al fenomeno. La Rai, in più di un’occasione, aveva già ritagliato piccoli spazi per video e segnalazioni dei giornalisti 2.0, ma mai un’intera trasmissione. Esperimento invece riuscito, con successo, su Sky. A invertire la rotta, con il nuovo Citizen Report, ci ha pensato il direttore di Rai Edu, Giovanni Minoli, da sempre attento all’evoluzione del linguaggio televisivo (vedi Mixer e La Storia siamo noi). I più critici mettono però in guardia sul citizen journalism: nessuno, sostengono, si farebbe operare d’appendicite da un “cittadino chirurgo” o difendere in un processo da un “cittadino avvocato”. È vero e il pericolo di una bufala su Internet è sempre in agguato. Ma forse il giornalismo nostrano ha più di qualche colpa da farsi perdonare per poter dare lezioni di etica ai nuovi arrivati. Questi sono soprattutto ragazzi, studenti e disoccupati, protagonisti di un fenomeno che inizia a parlare sempre più italiano, come dimostrano il successo internazionale di Caffè News Magazine di Paolo Esposito e l’avvincente sfida, tutta under 30, del nuovo Net1 News.

Ascolta

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A Napoli

napoli1

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Sono 2,3 milioni gli italiani che si informano sui blog

Il 10% dei 23,6 milioni di utenti italiani di Internet, cioè circa 2,3 milioni di individui, sono lettori abituali di blog di informazione e attualità. Lo rivela Primaonline citando un’indagine condotta dalla società di ricerche Human Highway  (www.humanhighway.it ) in collaborazione con Liquida (www.liquida.it ), l’aggregatore di news del gruppo Banzai.

In prevalenza i lettori di blog sono uomini, di età matura (35-54 anni), residenti nel Nord-Ovest e nel Centro. Quasi un terzo di essi (cioè circa 700mila persone) legge esclusivamente blog; poco meno della metà (1 milione 85mila persone) legge anche i quotidiani online. Per loro la fruizione di contenuti degli editori tradizionali è marginale.

Secondo l’indagine di Human Highway, i lettori abituali di blog hanno già dimenticato la carta: sentono un’affinità molto maggiore con il quotidiano on line piuttosto che con il quotidiano cartaceo.

Interessante conferma di quello che è evidente a tutti quelli che si occupano di comunicazione: la rete c’è, conta ed è importante. Poco alla volta anche le aziende se ne accorgeranno.

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