Questo pomeriggio ho ricevuto un’e-mail. Sperando che l’amico Gaetano non si offenda, la riporto qui di seguito:
“Complimenti caro Roby!
Avevo capito tu avessi “sfondato” nel campo
giornalistico, ma non immaginavo così tanto…e pensare che hai
iniziato facendo la “guardia” al piano terra del Notarangelo durante la
mitica occupazione del dicembre 1993.Non ci crederai, ma di te
abbiamo parlato con alcune nostre ex prof…che bello ci ricordano
ancora!”
La mia risposta (per completezza):
“Sfondato? Mah, diciamo che mi do da fare. E tu che stai combinando? Ho sentito di Fabio Testini…grande!ci dobbiamo vedere.
un abbraccio, rob”
Ovviamente ho gradito questa e-mail. Gaetano mi ha preceduto come rappresentante di istituto nell’ormai lontano ’93. Insieme a lui c’era Fabio Testini che oggi scrive romanzi di successo in Olanda. Una generazione cresciuta con degli ideali che magari non erano quelli del ’68 ma la passione e l’entusiasmo non avevano nulla da invidiare.
Oggi, tra mille difficoltà, ognuno continua a inseguire e a vivere per le proprie passioni. Nonostante tutto!
Il punto comunque è un altro: la mail di Gaetano mi dato modo di ripensare a quei tempi. A quei ragazzi che ce l’hanno fatta. Fabio Testini è solo un esempio. Che allo stesso tempo testimonia che a volte pur di dire “ce l’ho fatta” bisogna andare lontano, lontanissimo da Foggia.
Questo è bene se si tratta di una libera scelta, è un male se si è costretti a farlo. Potrei citare tanti casi di foggiani (tifosi del nostro Foggia , ma questa è un a sottigliezza) costretti ad “emigrare”.
Ho un amico che lavora a Milano in una delle più grandi agenzie pubblicitarie. Quando lo accompagnai alla stazione per i saluti di rito, mi disse con gli occhi lucidi: “Lascio i miei affetti, la mia città ma non ho alternative”.
Già, non c’è scelta. Foggia continua ad essere una città governata da lobby e politici di scarsa cultura. Nei salotti del potere siede sempre la stessa gente e Foggia resta ferma al palo senza fare consistenti passi in avanti. Una città che si nutre di invidia per il prossimo e in cui molto spesso si ha più voglia di disfare che di fare.
Caro Gaetano, che hai ispirato questo post, mi piacerebbe che la nostra Foggia (che amiamo nonostante tutto non solo per il Foggia) si svegliasse per risalire la classifica. Ogni riferimento al Foggia di Campilongo è puramente casuale.