Dialetti pugliesi
Una giornata incredibile quella di ieri. Condita di emozioni e colpi di scena. Iniziata alle 6.39 del mattino e finita allo scoccare della mezzanotte. L’Eurostar mi porta a Roma, dopo varie peripezie giungo alla sede distaccata delle Sapienza (SDM). E’ la mia prima volta in commissione d’esame (Organizzazione Uffici Stampa e URP). Sorprendentemente il mio prof. mi assiste nei primi esami, poi mi lascia solo a fare domande, mettere voti e firmare verbali.
Noto con un pizzico di rammarico che la legge 150 e la direttiva Frattini non piacciono a molti ma nel complesso la preparazione è buona. Scappa qualche trenta, il prof. ci mette il bollino di qualità: “Ok Rob, bene così. Ci vediamo il 22 febbraio per il prossimo appello”. Giorno in cui, tra l’altro, la sera ho trasmissione. Come farò? Vedremo di conciliare come al solito.
Ma la mia giornata non finisce così, anzi. Salgo sul treno per tornare a Foggia nella speranza di domire un paio di orette. Niente da fare. Perchè?
La notizia era nell’aria e diventa ufficiale: “Il Foggia esonera Campilongo e Di Bari. Via tecnico e ds”. Chiamo Repubblica che mi chiede 22 righe. “E come le scrivo, in treno?” mi domando. Il telefono non prende, la batteria va ko proprio mentre si rianima il campo di ricezione. La signora accanto mi presta il suo cell. ma intanto siamo di nuovo fuori dal mondo. Poca ricezione e poco tempo. Riesco cmq a sentire Campilongo e qualche dirigente. Il buon Daniele (collaboratore sempre più fidato) mi aiuta dal suo computer di casa. In conclusione: mando il pezzo al giornale intorno alle 22 mentre a Bari stanno per chiudere le pagine. Che giornata!
Solo una considerazione: evidentemente da allora in questo paese non è cambiato nulla! Anzi, purtroppo le cose vanno peggio!!
“Ogni parola non detta è una parola persa per sempre”
Frase pronunciata durante una puntata di “Un posto al sole”, soap che oggi festeggia il traguardo delle 2.5oo puntate.
Giuseppe Coccimiglio, ex presidente del Foggia calcio e imprenditore edile, e’ stato arrestato per bancarotta fraudolenta della Co.Gi spa, con una distrazione accertata di 12 milioni di euro e un’evasione totale (2004) per oltre 15 milioni di euro dalla Guardia di finanza di Firenze. L’attivita’ di polizia giudiziaria, iniziata nel mesi di ottobre 2006, ha permesso di ripercorre la complessa vicenda fallimentare legata al dissesto finanziario della Co. Gi. SpA, accertando il sistema di bancarotta fraudolenta e ricorso abusivo al credito attuato dagli amministratori della societa’ fiorentina ed ha consentito il recupero a tassazione di ingenti somme sottratte all’Erario. I militari del I Gruppo Tutela Entrate hanno inoltre effettuato 10 perquisizioni locali a Firenze, Arezzo, Livorno e nelle rispettive Provincie disposte dall’A.G., presso abitazioni e societa’ riconducibili allo stesso. L’indagine e’ connessa al fallimento della Co. Gi. Costruzioni Industriali SpA, societa’ fiorentina operante nel settore edilizio e degli appalti pubblici, amministrata dal Coccimiglio Giuseppe, imprenditore gia’ noto sia a livello locale per la rappresentanza di numerose societa’ e sia nazionale per la presidenza di squadre di calcio, tra cui il Montevarchi ed il Foggia Calcio. La Co. Gi. SpA, costituita nel luglio del 2001, subito affermatasi con l’acquisizione di commesse pubbliche per oltre 70 milioni di Euro, e’ stata dichiarata fallita nell’aprile del 2005 dal Tribunale di Firenze, determinando l’insorgere di responsabilita’ penali ed amministrative a carico dell’amministratore e del Direttore Finanziario. La societa’, apparentemente destinata a divenire una importante realta’ nel settore, e’ diventata di fatto uno strumento dell’attivita’ fraudolenta da parte dell’amministratore, finalizzata a distrarre e/o occultare, per fini personali estranei all’azienda, risorse provenienti dalla casse societarie per oltre 12 milioni di Euro. (AGI)
Su Blog4biz leggo che:
“Times Online, sempre più attento al fenomeno della blogosfera, ha elaborato e condiviso con i lettori l’ennesima classifica dei blog più influenti in ambito business. Il quotidiano individua ben quindici sotto categorie nelle quali organizza e classifica l’opera dei cinquanta blogger “corporate e anti-corporate” chiamati in causa. L’articolo non manca di sottolineare come molti di loro abbiano saputo condurre “campagne” tanto efficaci da far cambiare policy alle aziende. Ogni nome è seguito da una breve descrizione: fra quelli citati figurano pezzi da novanta come Freakonomics, Consumerist, Fastlane, Mark Cuban: Blog Maverick, Richard Edelman, Seth Godin, Wal Mart Watch, TechCrunch e il caro vecchio Buzz Machine“.