Archive for settembre, 2008

I conti del giornalismo online non tornano

Speranze e inquietudini sono emerse dall’ incontro dell’ONA (Online News Association),  considerata la più importante conferenza Usa sul giornalismo online, che si è tenuto nei giorni scorsi a Washington.

Speranze certamente – sintetizza Eric Sherer, su Mediawatch.afp  – , vista l’ energia prodotta dallo scatto dei video nelle redazioni dei giornali, e un giornalismo sempre più visuale. Dieci anni dopo l’ arrivo di Internet nella stampa, e grazie ai suoi nuovi strumenti, i media raccontano il mondo in maniera diversa.

Ma anche inquietudini, perché i conti continuano a non tornare. Anzi. Dieci anni dopo, appunto, il web arriva a rappresentare appena… il 10% delle entrate dei giornali Usa. Impossibile far vivere le redazioni. « Non riusciamo a monetizzare il web abbastanza velocemente ». Peggio : l’ obbiettivo di tutti (arrivare sul 20-25%) non sembra del tutto a portata di mano. Tutti sono d’ accordo che ci vorranno ancora attorno a « 5 o 6 anni ».

Il business model è ormai spezzato - sottolinea Sherer – con la caduta accelerata della diffusione e dell’ audience, senza che Internet, e ancor meno il ‘mobile’, siano ancora in grado di prendere, a breve o medio termine, la posizione.

Intanto, la copertura internazionale e —fatto nuovo — nazionale, sono ormai pubblicamente lasciate alle agenzie di stampa, per riservare le forze sul « locale, o anche l’ iper-locale ». Le risorse per un vero giornalismo investigativo di qualità sono sempre più volatili, salvo ricorrere a delle soluzioni tipo non di lucro (Fondazioni, ecc.). Più sorprendentemente: l’ integrazione delle redazioni (classiche e web), dove non mancano le tensioni generazionali, continua a porre dei grossi problemi.

Alcuni siti di informazione verticale, come l’ Huffington Post, riescono, ma non spendono niente per i contenuti, contentandosi di ospitare dei contributi e di segnare link verso siti giudicati rilevanti.  Questa nuova  « economia dei link », cara a Jeff Jarvis, è stata al centro di tutte le discussioni. Con una parola sempre più presente: « curation » o « curator » (nel senso di chi cura una mostra scegliendo i quadri da esporre –  qui i link e le fonti).  Il giornalismo dei link, con la sua voce e le sue scelte. L’ ironia è che i dizionari danno per primo al termine “curator” il significato di  uno «incaricato di assistere una persona gravemente inabile »!

Per i giornali sono state proposte con insistenza anche delle possibili strade da percorrere:

  • Separare la produzione giornalistica da tutto il resto, comprese la stampa e la distribuzione. Per cercare di preservare il giornalismo ilWashington Post, come il NYTimes, lo finanziano con delle attività connesse  (educazione, siti commerciali…). 
  • Annunciare con anticipo una data entro cui la “stampa” si fermerà,spiegando ai lettori i problemi attuali e i progetti su 3/5 anni per uscirne.
  • Rafforzare il web e trasformare il quotidiano a stampa in settimanali.

Tutti moltiplicano all’ infinito le sperimentazioni digitali. Siamo ancora nella fase « trial & error », con un giornalismo che, finalmente, ha capito che si può essere « platform agnostic » (pluripiattaforma). Il problema è semmai immaginare dei nuovi mezzi per continuare a far sentire all’ esterno la propria voce e a convincere del proprio ruolo e della propria utilità.  

Sherer, poi, sottolinea un altro aspetto emerso con forza dalla Conferenza dell’ ONA. La sempre maggiore determinazione con cui i  nuovi responsabili editoriali, « nati » con il digitale, intendono imporre la propria leadership nei media, rispetto alla vecchia generazione, giudicata ormai superata e impotente. 

fonte LSDI

Redigere comunicati stampa per Internet

Padroneggiare le regole della scrittura per il web, adattare i propri testi ai nuovi strumenti di rapporto con la stampa e ottimizzarli per l’indicizzazione sui motori di ricerca. Saranno alcuni degli argomenti che tratterò nel corso “Redigere comunicati stampa per Internet”. Per la prima volta collaborerò (anche per altri corsi) con LRA, società milanese leader nel settore della formazione.

Ecco la brochure del corso.

La Puglia umiliata e.. il funerale dell’Eurostar

Da Taranto a Roma per documentare uno degli ultimi viaggi dell’Eurostar. Se ti va, leggi il mio reportage e racconta anche le tue avventure in treno.

Arriva Google Chrome, un browser open source

Google è pronto a rilasciare la versione beta del suo primo web-browser: Google Chrome. Che avrà un carattere snello e pratico, ed un innovativo sistema di ottimizzazione per l’esecuzione delle applicazioni. Un rivale in più per Internet Explorer 8.

Google si appresta a rilasciare la beta del nuovissimo web browser open source Chrome in oltre 100 Paesi di tutto il mondo. Chrome incarna un’idea resa nota già da tempo dagli sviluppatori di Google, che ha colto di sorpresa quasi tutti. L’annuncio è arrivato oggi, attraverso un messaggio sul blog ufficiale dell’azienda statunitense. La versione betà è molto lontana dalla sua versione completa, come ammettono gli sviluppatori stessi, ma sono già chiare le sue peculiarità: velocità, sicurezza, versatilità, stabilità e soprattutto semplicità, cardine fondamentale per Google, come già da tempo testimonia la homepage del suo motore di ricerca, spartana ma ineguagliabile da punto di vista delle funzionalità. (continua)

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