Amicopolis, il social media che ricompensa gli iscritti

 In Social Media

Ricevo e pubblico integralmente questo interessante comunicato stampa:

AMICOPOLIS LTD, Startup aderente al Programma Microsoft BizSpark, ha lanciato un nuovo Social Network, online a questo indirizzo, mirato a ricompensare le Persone iscritte al social per i contenuti condivisi ed avente già di migliaia di utenti attivi e decine di migliaia di visitatori unici giornalieri, contenuti di qualità e sponsors pubblicitari quali Brand di peso internazionale.

Ha compreso, infatti, Amicopolis che gli internauti oggi non sono ancora consapevoli dell’enorme valore, seppur intangibile, del materiale da loro pubblicato su Internet, e del diritto d’autore spettante loro per tutte le opere dell’ingegno, tra cui anche posts, foto e video.

Questi i numeri ad oggi: Un Terabyte di contenuti immessi nel network Amicopolis in soli 3 mesi; migliaia di utenti attivi che vengono pagati puntualmente in valuta corrente, o in gettoni d’oro chiamati Polis o in merce delle migliori firme del Made in Italy; Investitori Istituzionali e Venture Capitalists di importanti Fondi internazionali stanno mostrando interesse verso l’Equity della Startup AmicoPolis che punta a quotarsi in Borsa entro il 2019. Queste sono le prove inconfutabili della dimensione del fenomeno, appena nato ma destinato a risultati ben immaginabili.

Ora, ciò è indice dell’odierna presa di consapevolezza da parte degli Utenti Internet in merito al valore dei propri contenuti, pubblicati fino ad oggi gratuitamente nei Social Networks e nella Rete in generale. Tale compressione del diritto d’autore fa leva infatti sul meccanismo per cui gli utenti sono stati generalmente spronati fino ad oggi a “donare” i propri contenuti, ottenendo in cambio AMICOPOLIS Ltd unicamente l’apprezzamento dei propri contatti.

Il loro lavoro si è tradotto quindi esclusivamente in mera visibilità mediatica, e mai in compenso economico, se non per i pochi centesimi ad esempio offerti agli Youtubers da Google che acquisì Youtube nel 2005.

In Amicopolis invece i membri del nuovo Social Network, utilizzano già la Piattaforma Social (esattamente come fatto fino ad oggi con altri Social, fra cui ad es. Facebook) ma con la fondamentale differenza che – ristabilendo il corretto ordine delle cose in una politica etica ed equa di redistribuzione (c.d. “Sharing Economy”), ma animata dallo spirito di conferire valore e “potere d’acquisto” al lavoro degli utenti – anche gli utilizzatori ricevono buona parte dei profitti (c.d. “Royalties”), maturati dal Social attraverso diverse soluzioni pubblicitarie redistributive automatiche.

Si parla ergo di lauti profitti, che sino ad oggi i Social Networks non hanno mai devoluto, né condiviso con gli Utenti, creatori dei contenuti, e che oggi finalmente vengono riconosciuti ad ogni singolo Creatore. Si elargisce così per la prima volta nella storia un corrispettivo economico fondato su un lavoro che fa leva sulle passioni ed inclinazioni degli utenti, cosa che supera di già il claudicante e demotivante meccanismo del reddito di cittadinanza.

Tra l’altro gli utenti possono anche riutilizzare i “congrui” proventi dei loro contenuti nello stesso circuito e-commerce del social (a cui aderiscono giornalmente negozi da tutta Italia, tra cui la già nota catena di supermercati Simply), con ulteriore vantaggio e benefici fiscali non indifferenti. Ci sono insomma tutti i presupposti per pensare che è arrivato il momento in cui iniziare a parlare veramente di un mondo in cui non esiste più il lavoro quale sacrificio (l’era del non lavoro, appunto, in cui i robots eseguiranno le attività materiali), e in cui si afferma l’idea concreta di un “reddito da passione”.

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