Archive for the 'Giornalismo' Category

I giornalisti italiani non si fidano dei social media ma li utilizzano: Facebook (83%), Twitter (69%) e Linkedin (70%)

Dopo aver condotto un’indagine per capire come gli italiani preferiscono informarsi, LEWIS PR, si è proposta di guardare all’altro lato della medaglia, per capire invece dove i giornalisti italiani, in questo nuovo panorama in cui i Social Media si sono inseriti quasi con prepotenza, trovano ispirazione nelgenerare la notizia. (continua a leggere)

La stampa locale online si incontra a Firenze

Protagonisti i giornali e i siti web locali. “Mi sveglio e racconto Firenze sul web”, questo il titolo del dibattito iniziato alle 18.00, uno spazio tutto dedicato al giornalismo online locale. (leggi e vedi come è andata)

Giornalismo digitale: alla ricerca di nuovi lettori e nuovi business

L’ ottavo capitolo di ”The Story so far”, la Ricerca della Columbia dedicata al giornalismo digitale, analizza gli sforzi che le aziende editoriali stanno compiendo per trovare nuovi business: dall’ organizzazione di eventi alla moda dei buoni sconto, dalla vendita ad altri editori di annunci che non pubblicheranno sul proprio sito alla trasformazione in service provider per piccole imprese.

Per la maggior parte di queste società il ricavo proveniente da queste nuove iniziative è modesto; non comincia neanche a sanare i dollari persi nel business tradizionale – Ma ci sono segnali incoraggianti. A patto che presuppongano la piena accettazione di internet, piuttosto che un tentativo di soggiogarlo ai vecchi modelli economici – Ci sono però anche molti grossi problemi, etici e di credibilità, di fronte, ad esempio, a scelte come i tweet o i post ‘’sponsorizzati’’. (continua a leggere)

To Report per giornalisti freelance: notizie local e specializzate

Il nuovo sistema dell’informazione online

L’universo di riferimento analizzato nell’indagine è costituito dal segmento di popolazione di età maggiore di 18 anni che accede abitualmente alla Rete (25,5 milioni di individui in Italia).

Il campione di partenza è costruito per quote di sesso, età (in cinque fasce) sulla base delle informazioni disponibili dalla Ricerca di Base condotta da Human Highway per descrivere l’universo Internet italiano (Giugno 2010, 2.024 casi CATI).
Gli individui intervistati fanno parte del Panel di Human Highway (OpLine) e sono stati contattati via mail e invitati a compilare un questionario online.

I dati sono stati raccolti nei giorni 12-18 Maggio 2011.
A seguito del processo di validazione (eliminazione dei compilatori veloci e distratti, eventuali duplicati, risposte incoerenti) i casi validi utilizzati in fase di analisi sono 2.024.
Il campione così ottenuto è stato ulteriormente ponderato per sesso, età e Area di residenza, con pesi compresi tra 0,64 e 2,49

Giornalismo: Fnsi a colloquio col Governo sul precariato

I problemi di giornalisti freelance, collaboratori e precari arrivano sul tavolo del Governo. Il sottosegretario all’editoria, Paolo Bonaiuti, ha convocato per oggi (martedi 19 aprile), a Palazzo Chigi, un tavolo di confronto con i rappresentanti del sindacato dei giornalisti. L’incontro è stato convocato in risposta alla lettera inviata la settimana scorsa dal segretario della Fnsi, Franco Siddi, allo stesso Bonaiuti. Una risposta immediata, con cui il governo vuole dimostrare di essere sensibile alla situazione di “insostenibile criticità” denunciata da Siddi.

Alla tavola rotonda la delegazione della Fnsi presenterà gli aggiornamenti del lavoro di analisi e monitoraggio e un primo pacchetto di proposte scaturite dal lavoro della speciale commissione rappresentativa del lavoro autonomo giornalistico all’interno del Sindacato. La proposta del sindacato, ribadita dal presidente Roberto Natale al Festival del giornalismo di Perugia, è quella di un “piano straordinario per l’uscita dal precariato”. Per il presidente della Federazione della stampa, è necessario “agire su tre livelli: migliorare le leggi, costringendo gli editori a eliminare le forme di capolarato che ancora praticano e vincolando i finanziamenti pubblici ai contratti giornalistici; ottenere che finalmente il lavoro autonomo entri nella contrattazione; diffondere una sensibilità nuova nelle redazioni”.

“La situazione è drammatica, ma sta cambiando” ha concluso. La lettera inviata a Bonaiuti da Siddi dipinge il precariato e i contratti atipici nel giornalismo come “un grande problema di libertà e diritti che incide sulla dignità, sulle autonomie, sulla forza espressiva dell’informazione tutta”. Per questo scive ancora Siddi, “non è il tempo della propaganda, ma dei fatti e del giudizio sui fatti”. “La precarietà non è, infatti, un evento di cui occuparsi mediaticamente per un giorno. È il male, il dramma sociale più grande del nostro tempo, che richiede fari accesi 365 giorni l’anno”.

Dal canto suo il sottosegretario Bonaiuti ha annunciato che, all’incontro, avrà al suo fianco i principali collaboratori del dipartimento editoria, anche allo scopo di considerare attentamente tutti gli aspetti problematici normativi ed economici che regolano il lavoro nell’editoria per meglio finalizzare le iniziative pubbliche e il progetto di riforma della legislazione per l’editoria che ha annunciato di voler rilanciare. Anche l’Ordine dei giornalisti, ha assicurato il presidente Enzo Jacopino, farà la sua parte: “il 10 maggio chiederò ai presidenti degli Ordini regionali – ha annunciato Jacopino – di aprire procedure disciplinari nei confronti dei direttori e dei responsabili dei servizi che pagano i colleghi pochi spiccioli. So già che la magistratura ci darà torto, ma certe cose vanno fatte per esigenza morale”. (Informa)

Al Festival del Giornalismo di Perugia

Anche quest’anno ci sarò in questo panel. Ci vediamo a Perugia…

A proposito di scuola 2.0 e blog journalism

Il mio post su Repubblica Bari.

Giornalismo dal basso: in Francia arriva Jaimelinfo.it

Jaimelinfo.fr was launched in France: a new web platform for crowd-funding journalism whose principal aim to support quality online journalism (“soutenez la presse en ligne” says the subhead). It was created by the news site Rue89. Crowd-funding works on the basis that readers can collectively finance news sites or projects. Citizens can now contribute to news in several ways, by sourcing (crowd-sourcing) or producing (citizen journalism) as well as funding. The best known example of crowd-funding journalism is Spot.Us, a start up based in California’s Bay Area, founded by David Cohn with help from the Knight Foundation. Anyone can suggest a story about an important topic he/she thinks should be reported on.

A budget for developing the story is fixed, and then anyone can donate towards covering the story, which will be investigated, once the amount is reached, by one or more professional reporters. Reporters can also create “Assignments” and invite the public to help them out. However, while at Spot.Us is the public to commission and participate with journalists to do reporting on important and perhaps overlooked topics, Jaimelinfo counts on existing news websites and news blogs, LSDI reported. It has already gained the support of about 80 websites and blogs, Ouest-France reported. The aim is to create a federation of French-speaking sites and blogs.(Editors’ weblog)

Quotidiani: sempre meno carta e più web

Quasi 50mila copie in meno per il Corriere della Sera in un anno. E’ quanto emerge dai dati Ads sulla diffusione dei quotidiani italiani a dicembre 2010, raffrontati con quelli dello stesso mese del 2009: il giornale di via Solferino è passato da 539mila a meno di 499mila copie, sotto la “soglia psicologica” delle 500mila quindi, con una perdita del 9,1%.

Perdita più contenuta ma comunque pesante per La Repubblica, passata da 485mila a 449mila copie (-7,4%), e per Il Sole 24 Ore, che nello stesso periodo lascia sul campo quasi 24mila copie (da 291mila a 267mila, -8,2%). Giù anche La Stampa, da 300mila a meno di 280mila copie, oltre 20mila in meno (-6,9%).

In attesa di vedere le conseguenze del passaggio di Vittorio Feltri dal Giornale a Libero, il quotidiano di Paolo Berlusconi tiene sostanzialmente con una perdita contenuta un mille copie, a quota 183mila (-0,6%); più consistente il calo di Libero, oltre 8mila copie in meno a quota 105mila (-7,4%).

Clicca qui per scaricare la tabella con diffusioni e vendite dei quotidiani italiani a dicembre 2010 (elaborazione Primaonline su dati Ads)

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