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	<title>Roberto Zarriello &#187; Riflessioni</title>
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	<description>Giornalismo sul Web &#38; Uffici Stampa On line</description>
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		<title>Morire in vacanza</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 12:28:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Flavio Bertolini scrive questa lettera all&#8217;Espresso. Condivido tutto quello che c&#8217;è scritto, quindi la riporto anche su questo blog:
Morire in vacanza alla ricerca del divertimento a tutti i costi rappresenta lo specchio dei tempi. Quello che è successo alla povera Federica è drammatico, ma poteva essere evitato. Non si può lasciare tutta la colpa al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Flavio Bertolini scrive questa lettera all&#8217;</em><a href="http://lettere-e-risposte.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/07/09/perche-i-nostri-giovani-muoiono-in-vacanza/"><em>Espresso</em></a><em>. Condivido tutto quello che c&#8217;è scritto, quindi la riporto anche su questo blog:</em></p>
<p>Morire in vacanza alla ricerca del divertimento a tutti i costi rappresenta lo specchio dei tempi. Quello che è successo alla povera Federica è drammatico, ma poteva essere evitato. Non si può lasciare tutta la colpa al destino. Invece si tratta di riflettere sui valori e sulla piega che questa società del benessere ha preso.</p>
<p>Perchè si devono seguire le mode a tutti i costi? C’è quasi una frenesia diffusa nel dover divertirsi sballandosi, ubriacandosi e tirando l’alba, perchè questo è il modo di passare l’estate piu condiviso dal pensiero dominante della società dei consumi. Da vivere nell’immediatezza, senza riflettere, seguendo il popolo della notte come delle pecore in un gregge variopinto. L’esigenza di scaricare le frustrazioni accumulate può dare una spiegazione a queste scelte di comportamento, anche se ritengo che molto sia dovuto all’imitazione insulsa di comportamenti pubblicizzati e imposti dalla moda del momento. <span id="more-319"></span>L’individuo diventa “vivo” nel momento in cui si conforma a questo enorme orgasmo collettivo della festa no limits. Altrimenti sei out. E le vittime spesso, sono proprio personalità deboli, spesso piccoli figli di papà, che foraggiati dai soldi familiari si dilettano a passare il loro tempo di vacanza in questo modo che loro ritengono tanto “in”. Poveri illusi. Una volta privi della protezione familiare e amicale, diventano vittime di personaggi smaliziati, senza scrupoli, privi di codice etico, che, complice anche l’alcool e la droga, non rispondono piu delle loro azioni.</p>
<p>Ma a questo non ci si può pensare prima? Perchè bisogna andare fino a LLoret de mar, per rimbeccillirsi tutta la notte? Non c’è qualcosa di meglio da fare forse? E’ il segno che una parte delle nuove generazioni ha dimenticato concetti come sacrificio, progettualità, impegno, voglia di lottare per un ideale, e si è lasciata sedurre da un mondo inutile creato per vendere alcolici, droga e diffondere comportamenti poco salutari. Il risultato è che prima o poi qualcuno ci lascia le penne, come è successo alla povera Federica…<br />
E’ tempo di cambiare rotta.</p>
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		<title>Quando Cuffaro aggredì Falcone</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 09:45:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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Solo una considerazione: evidentemente da allora in questo paese non è cambiato nulla! Anzi, purtroppo le cose vanno peggio!!
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			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/F5MZmJLMQ9Y&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/F5MZmJLMQ9Y&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="355" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span></p>
<p>Solo una considerazione: evidentemente da allora in questo paese non è cambiato nulla! Anzi, purtroppo le <a href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/cuffaro-processo/cuffaro-singoli/cuffaro-singoli.html">cose</a> vanno peggio!!</p>
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		<title>Parole al sole</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jan 2008 16:32:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Ogni parola non detta è una parola persa per sempre&#8221;
Frase pronunciata durante una puntata di &#8220;Un posto al sole&#8221;, soap che oggi festeggia il traguardo delle 2.5oo puntate.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ogni parola non detta è una parola persa per sempre&#8221;</p>
<p>Frase pronunciata durante <a href="http://www.rai.tv/mpplaypodcast/0,,RaiFiction-UnPostoAlSole%5E25%5E45545,00.html">una puntata </a>di <a href="http://www.unpostoalsole.rai.it/home.htm">&#8220;Un posto al sole&#8221;</a>, soap che oggi festeggia <a href="http://www.film.it/news/news.php?nid=2071509&amp;srctxt=&amp;siteid=3&amp;ptlid=57002">il traguardo delle 2.5oo puntate</a>.</p>
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		<title>Libri a trazione anteriore: &#8220;Il dubbio è la tensione che alimenta la vita&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Oct 2007 06:57:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Una riflessione dell&#8217;amico Michele Trecca sui cinque romanzi della rassegna &#8220;Libri a trazione anteriore, 2007&#8243;.
Alla fine dell’ultima glaciazione, gli animali di grossa taglia si spostarono verso nord. Alcune specie si estinsero. Molti gruppi umani seguirono i branchi nel loro esodo. Altri rimasero dov’erano e dodicimila anni fa, circa, inventarono l’agricoltura. Dal vicino Oriente, quindi, la diffusero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2" face="Verdana"><strong>Una riflessione dell&#8217;amico Michele Trecca sui cinque romanzi della rassegna <a href="http://www.teleradioerre.it/news/articolo.asp?idart=30753">&#8220;Libri a trazione anteriore, 2007&#8243;</a>.</strong></font></p>
<p><font size="2" face="Verdana">Alla fine dell’ultima glaciazione, gli animali di grossa taglia si spostarono verso nord. Alcune specie si estinsero. Molti gruppi umani seguirono i branchi nel loro esodo. Altri rimasero dov’erano e dodicimila anni fa, circa, inventarono l’agricoltura. Dal vicino Oriente, quindi, la diffusero in Europa e, prima di tutto, in Capitanata. Cercavano nuove terre. Arrivarono dal mare, intorno al VII millennio avanti Cristo, attraversarono il Gargano e si stanziarono a Passo di Corvo, a pochi chilometri da Foggia, dove svilupparono un’originale e importante civiltà neolitica. Ogni sfida ambientale pone alla nostra specie l’urgenza di una risposta nuova. La dinamica è la stessa anche in ambito culturale e letterario.Sostiene George Steiner in <span style="font-style:italic;">Vere presenze</span> (Garzanti, 1992) che nella coscienza europea tra il 1870 e il 1930 si è consumata quella «rottura del patto» plurimillenario che attraverso la parola garantiva la verità del mondo.<span id="more-230"></span> Questa lacerazione – egli dice – «è una delle poche rivoluzioni autentiche dello spirito nella storia occidentale e definisce la modernità stessa». Secondo Steiner – quando Mallarmé afferma che l’unica legittimità della parola fiore è «l’absente de tous bouquets» – egli infrange in modo radicale «l’ordine del Logos», ovvero la tradizionale solidità del binomio nome-cosa, sancendo definitivamente per la nostra sensibilità che il predicato non coincide con l’essenza e che – tradurrà successivamente in fisica Heisenberg – «le relazioni tra questi due termini possono essere enunciate solo sotto forma di immagini e paralleli».<br />
La letteratura contemporanea, dunque, non ha più la forza semantica o potere di rappresentazione di un tempo. La verità, con la maiuscola iniziale, come gli animali di grossa taglia dopo l’ultima glaciazione, si è estinta o è finita chissà dove. Il dubbio è la sfida ambientale della cultura contemporanea, il nuovo stadio dell’evoluzione concettuale della specie. Rinserrate in saperi tecnici e specialistici, la filosofia e le scienze hanno ormai tralasciato quell’«esplorazione dell’essere dell’uomo e del mondo concreto della vita» (Milan Kundera, <span style="font-style:italic;">L’arte del romanzo</span>, Adelphi, 1998, pag. 228) che un tempo era il loro compito. Oggi più che mai, quindi, abbiamo bisogno di romanzi che coltivino la dimensione esistenziale del dubbio, ravvivando con le sue oasi il deserto della verità, come fanno i cinque titoli selezionati per l’edizione 2007 della manifestazione “Libri a trazione anteriore”, organizzata a Foggia dalla Biblioteca Provinciale “La Magna Capitana” e dall’associazione BooksBrothers.</p>
<p><span style="font-style:italic;">Escluso il cane</span> di Carlo D’Amicis (minimum fax, 2006) comincia con quel dubbio iperonimo, semplice e potente, quotidiano ed eterno, che contiene tutti gli altri: esiste Dio? È un dubbio fondamentale, ma oggi fiacco come un sole in ombra. D’Amicis lo ravviva attribuendolo al vecchio papa morente, quello dell’agonia spettacolarizzata dalla diretta televisiva planetaria. In un momento di tregua dal dolore il vecchio papa chiede alla suora che lo assiste: ma lei ci crede davvero? E quella: si vede proprio che sta meglio, a sua santità è tornata la voglia di scherzare. Macché scherzo: quel dubbio è la verità, ed è tale da impedire al vecchio papa di morire. Il dubbio è la tensione che alimenta la vita.<br />
Un magistrato svolge in terra l’ufficio divino di demarcazione dei confini morali fra Bene e Male. <span style="font-style:italic;">Il correttore</span> di Elisabetta Liguori (peQod, 2007) è una lunga interrogazione a se stesso con la quale un magistrato cerca di capire se la verità mancata dieci anni prima quand’era ancora uditore sia stata colpa di una propria inadeguatezza o se, invece, è la Verità in sé ad essere ontologicamente inaccessibile. La Verità è un vuoto ma “il correttore” insiste e con il proprio esame di coscienza segna il perimetro di quell’assenza. Assedia il nulla, lo serra in una morsa. Umilmente ma con tenacia. Il giallo, dal punto di vista poliziesco, è “inutile”, sottotitolo del romanzo; è fondamentale, invece, in chiave sentimentale come risposta alla domanda sulla qualità d’una vita dubitabonda.<br />
Lo stile è l’autocoscienza sulla quale l’arte fonda la propria legittimità di valore assoluto oltre la sfera soggettiva dell’autore. Le risposte della letteratura non sono mai questa o quella o qui e là nel contenuto ma dappertutto nella musica delle parole.<br />
<span style="font-style:italic;">Escluso il cane</span> è un romanzo scritto dentro un pentagramma che va dalla nota bassa e dolente della fragilità e incertezza del protagonista (Marcello Artiglio, avvocato quarantenne) circa la propria identità (anche sessuale) a quella acuta dell’ironia e della comicità. Il correttore, prima ancora che una storia, è una voce: quella di Antonio, il magistrato, che riesce a sgusciare fra le maglie strette dei «plot panciuti» dei romanzi di genere aprendo il campo della narrazione ad ogni sorta di divagazione.<br />
La musica dei due romanzi è intima e suadente e rende fertile come un limo il deserto della Verità. In <span style="font-style:italic;">Escluso il cane</span> e <span style="font-style:italic;">Il correttore</span> c’è un momento pubblico di confronto (le inchieste e i  processi di Marcello e Antonio) ma anche uno privato: il continuo e serrato dialogo di ciascuno dei due protagonisti con il proprio partner. In essi, quindi, il tormento del dubbio continuamente trasla nel piacere condiviso di un’avventurosa ricerca in se stessi.</p>
<p>Il dubbio non è il contrario della verità, ma un insieme più ampio di possibilità. La verità è esclusiva, il dubbio inclusivo (al di là dell’azione in cui poi inevitabilmente si risolve, con tutte le irreversibili conseguenze e rigidità del caso).<br />
Fex, protagonista del romanzo d’esordio di Sergio Claudio Perroni, è un genio e un cialtrone, non l’uno o l’altro ma l’uno e l’altro: a seconda di chi ne parla, o dei momenti. <span style="font-style:italic;">Non muore nessuno</span> è la saga di sé che Fex, famoso scrittore, ha organizzato prima di sparire nel nulla. Sedici ore di registrazione audio in mano a due segretarie sono quel che resta di lui. Quel nastro, con testimonianze di amici e conoscenti e dichiarazioni proprie, in realtà è ben più di una vita: è tante vite, o voci. Chi legge “erra” dall’una all’altra, danzando senza vincoli nel tempo “fluido” del romanzo, che non è un’autostrada cronologica “da qui a lì” ma tante ipotesi di percorso (anche come registro) beffardamente in competizione fra loro: l’una esclude l’altra, e quanto più la verità s’allontana tanto più s’approfondisce la nostra conoscenza del protagonista. Il dubbio catalizza la libertà di un gioco fantastico nell’operatività di ipotesi che non muoiono mai (come i personaggi di un romanzo: una parola e rinascono).<br />
L’incertezza di sé, il dubbio alimentano il confronto-scontro con la tradizione in <span style="font-style:italic;">Mille anni che sto qui</span> di Mariolina Venezia. Il romanzo è, infatti, una saga familiare, ma raccontata dal punto di vista conflittuale e incandescente di una giovane donna che, scossa dagli sconvolgimenti del costume della nostra storia recente, cerca nel passato familiare una risposta al proprio bisogno di identità. <span style="font-style:italic;">Mille anni che sto qui</span> è ambientato a Grottole, nei pressi di Matera, comincia nel 1861 con l’unità d’Italia ed è la storia a tutto campo della famiglia Falcone, le cui vicende si incastrano con quelle più generali del Paese. Si va, dunque, dall’oro perduto del capostipite don Francesco alle inquietudini rivoluzionarie della piccola Gioia che un secolo dopo fugge di casa per rompere con l’ingombrante passato familiare («&#8230;un’unica certezza: suo padre aveva sbagliato tutto. Decise che non sarebbe mai stata come lui, e desiderò una vita che non aveva nulla a che fare con quella dei suoi»). In mezzo, guerra ed emigrazione, fame e ricchezza, scandali, passioni e sentimenti forti.<br />
<span style="font-style:italic;">Mille anni che sto qui </span>rivolge la propria furia iconoclasta anche contro se stesso. È ciò che dice di essere, ma anche il contrario: è una saga ma di poche pagine; ricostruisce un passato che rinnega; ha un’impronta verista ma anche momenti magici e surreali; ha propensione corale ma vibra dell’espressività della prima persona. Il brodo di coltura del dubbio è una ricchezza perenne più grande del valore di ogni scelta: Gioia rompe con la propria storia familiare ma essa ormai è romanzo: è lì, come un’eco di fondo della sua (e della nostra) vita, quale che essa sia.</p>
<p>Volendo alimentare il dibattito, si potrebbe porre la questione in modo alternativo: Cappellani o Saviano? E cioè, cos’è più efficace contro mafia e camorra: la comicità o la tragedia?<br />
Al di là del titolo, <span style="font-style:italic;">Sicilian tragedi</span> di Ottavio Cappellani (si legge “tragedai”) è una commedia, per quanto “nera”. C’è Shakespeare e c’è Tarantino; c’è Romeo e Giulietta sull’asse narrativo portante d’un improbabile tentativo di tragedia con attori del teatro di strada e c’è Tarantino con la serrata stupidità criminale di “ammazzatine” inutili e “innocenti” di assessori alla cultura “sacrificati” come pedoni nel gioco strategico della conquista di terreni con nella pancia il petrolio; c’è il sangue dell’uno e quello dell’altro, ma anche i frizzi e lazzi di entrambi (ovvero, la loro sonora popolarità).<br />
<span style="font-style:italic;">Gomorra</span> di Roberto Saviano (presentato in “Libri a trazione anteriore” 2006) è il dramma dell’apocalisse camorristica con epicentro Scampia e il porto di Napoli ma raggio d’azione il mondo senza confini della nuova economia globalizzata, dalla Cina a Hollywood a Milano. <span style="font-style:italic;">Gomorra</span> è una tragedia, è Antigone. Comincia, infatti, con la tirannide del mercato che nega a dei poveracci quella sepoltura a tutti dovuta: durante uno spostamento, nel porto di Napoli, da un container chiuso male piovono cadaveri di cinesi congelati che – ti viene spiegato – erano stati stipati lì per tornare a casa, finalmente (da vivi, infatti, avevano pagato per essere seppelliti in patria).<br />
<span style="font-style:italic;">Sicilian tragedi </span>e <span style="font-style:italic;">Gomorra</span> raccontano di epoche intere di civiltà azzerate dalla barbarie criminale di questo “reo tempo”.<br />
Cappellani e Saviano chiudono definitivamente la gloriosa tradizione del meridionalismo che legava la specificità del Sud alla sua arretratezza rispetto alle economie industriali moderne. Non c’è alcun divario da colmare. Il Sud non è indietro, ma avanti nel cammino di decadenza dell’Occidente. È dentro i processi più sofisticati di neo banditismo capitalistico. Scrive Saviano: «Tutto quello che si produce in Cina viene sversato qui», a Napoli, capitale mondiale del commercio “equo e solidale” di perfetta integrazione e sostegno reciproco fra il mercato delle griffe e quello dei tarocchi. Da compare Turiddu a mister Turrisi, la sede sociale della mafia di Cappellani è a Londra.<br />
La Magna Grecia è la linea di faglia della deriva contemporanea. La fine è cominciata là dove tutto ha avuto inizio.</p>
<p><span style="font-style:italic;">Sicilian tragedi</span> e <span style="font-style:italic;">Gomorra</span> sono una risposta forte del letterario romanzesco a questa sfida ambientale poiché affrontano in modo nuovo una questione di sempre oggi ancora più urgente a causa del dominio cinematografico in ambito narrativo.<br />
Il “vizio” è all’origine; il problema, infatti, se lo pose già Manzoni, e cioè: come evitare che un’emotività montante sovrasti e fiacchi la capacità di giudizio morale del lettore? Come mantenere fra i due termini una proporzionalità diretta? La sua risposta la conosciamo: l’invenzione del manoscritto per guadagnare campo alle incursioni “militanti” dell’autore (come con i cori nelle tragedie).<br />
Con l’impatto frontale e avvolgente della sua rappresentazione sincronica, impermeabile o quanto meno diffidente nei confronti di ogni “distrazione critica” dalla dittatura dell’immagine, il cinema ha conferito grandezza epica al Male. Al di là di tutto, passando per lo schermo in un film drammatico, anche se di “denuncia”, un criminale diventa un eroe, per quanto negativo; ciò lo gratifica e alimenta la sua fama. Un mafioso o un camorrista non cercano dalla società l’assoluzione dei propri peccati ma il riconoscimento della loro potenza. Quest’investitura gli serve per rinsaldare il dominio sugli altri ma anche per giustificarsi con se stessi, darsi uno scopo e vincere la paura. La nostra condanna è la loro forza. <span style="font-style:italic;">Scarface</span> è un film di culto fra i criminali di ogni latitudine. Da certi capolavori del cinema camorristi e mafiosi ricavano modelli di comportamento.</p>
<p>Ogni re ha uno scettro. Ciascuno esibisce la propria potenza attraverso dei simboli. <span style="font-style:italic;">Gomorra</span> di Roberto Saviano sputa su quelli della camora con la crudezza dei dati (i camorristi non li racconta, li inchioda nome e cognome ai numeri dei loro crimini); l’espressività del linguaggio la riserva alle vittime. Saviano forza emotivamente la nostra moralità ad un rifiuto frontale, netto. Ci riesce, ma non toglie ai “pesci camorristi” l’acqua in cui nuotano.<br />
<span style="font-style:italic;">Sicilian tragedi</span> di Ottavio Cappellani irride la mafia per le sue patacche griffate che dovrebbero sancirne la grandezza. Ricordare ai mafiosi che al capolinea della loro corsa non c’è che la ridicola pochezza di Turi Pirrotta o del suo nemico mister Turrisi significa disarmarli&#8230; o no? Quando eserciteremo la critica del riso nei confronti delle goffaggini kitsch con cui anelano “grandezza” avremo tolto ai criminali l’acqua in cui nuotano. <span style="font-style:italic;">Sicilian tragedi</span> ci interroga sulla nostra capacità di assolvere questo primario dovere civico.<br />
Ma siamo all’altezza? O non riusciamo a sconfiggere la criminalità organizzata perché condividiamo gli stessi valori? E di giorno ci indigniamo quando Saviano ci ricorda quanto essa sia “cattiva” ma di notte sogniamo le patacche ostentate da Turi Pirrotta e mister Turrisi.</p>
<p>I romanzi “a trazione anteriore” non sono mai solo parole, ma sollevando dubbi, anche i più sconvenienti, tengono vivi a tutto campo i giochi della riflessione. (<a href="http://www.booksbrothers.it/extra/2/1/382/1">Michele Trecca</a>)</font></p>
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		<title>Studio Stadio, La Sapienza, l&#8217;Accademia di Bolzano, ecc&#8230;.</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Sep 2007 12:54:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giornalismo sportivo e nuovi media: due ambiti professionali che continuano a incrociarsi nel corso delle mie giornate lavorative. Mentre attendo comunicazione ufficiale dall&#8217;Università La Sapienza per l&#8217;incarico di cultore della materia e membro della commissione d&#8217;esame (il corso è Uffici Stampa e Urp con il Prof. Russi), è ricominciata la mia esperienza con &#8220;Studio Stadio&#8221; su Teleradioerre.
A [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giornalismo sportivo e nuovi media: due ambiti professionali che continuano a incrociarsi nel corso delle mie giornate lavorative. Mentre attendo comunicazione ufficiale dall&#8217;Università La Sapienza per l&#8217;incarico di cultore della materia e membro della commissione d&#8217;esame (il corso è Uffici Stampa e Urp con il Prof. Russi), è ricominciata la mia esperienza con <a href="http://www.teleradioerre.it/produzioni/dettaglio.asp?id=196">&#8220;Studio Stadio&#8221;</a> su Teleradioerre.</p>
<p>A giorni ritorna anche &#8220;Zona Foggia&#8221; che verrà trasmessa contemporaneamente anche su Radio Nova. Inoltre sarò spesso all&#8217;Accademia Europea di Bolzano per le mie docenze nel corso <a href="http://www.eurac.edu/websites/eurac/viewblob.asp?newsID=7514">Uffici Stampa 2.0</a>. E poi le mie collaborazioni (saltuarie e fisse) con Repubblica, Espresso, <a href="http://canali.libero.it/affaritaliani/Rubriche/web2/default.html">Affari Italiani</a>&#8230;</p>
<p>Ce la farò? Riuscirò a combinare i vari impegni? Io ce la metto (e ce la metterò) tutta e comunque vi terrò aggiornati. Sempre se vi interessa&#8230;</p>
<p>A presto</p>
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		<title>Se un fondoschiena vale più di due lauree</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jul 2007 08:32:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Davvero illuminante&#8230;
&#8220;Se il mio fondoschiena vale più di due lauree&#8221;. LEGGI L&#8217;ARTICOLO
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Davvero illuminante&#8230;</p>
<p>&#8220;Se il mio fondoschiena vale più di due lauree&#8221;. <a href="http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/persone/paese-veline/doppia-laurea/doppia-laurea.html">LEGGI L&#8217;ARTICOLO</a><!-- fine TITOLO --></p>
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		<title>A Bolzano per tenere il corso &#8220;Uffici Stampa 2.0&#8243;</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2007 14:06:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Uffici stampa 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo esserci già stato in settimana, domani torno a Bolzano per una docenza in questo corso organizzato dall&#8217;Eurac. Mi aspetta un altro lungo viaggio. Mi auguro non si trasformi in un&#8217;odissea: da temere i ritardi aerei (mi attende il Bari-Verona con Alpi Eagles)&#8230;
Vabbè, meglio non tirarsi i piedi da soli: andrà tutto bene! Ci becchiamo quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo esserci già stato in settimana, domani torno a Bolzano per una docenza <a href="http://www.assodigitale.it/news_sito/accordi_ed_iniziative/eurac_bolzano_corso_per_addetti_stampa_nell%92era_200705028097/">in questo corso </a>organizzato dall&#8217;Eurac. Mi aspetta un altro lungo viaggio. Mi auguro non si trasformi in un&#8217;odissea: da temere i ritardi aerei (mi attende il Bari-Verona con Alpi Eagles)&#8230;</p>
<p>Vabbè, meglio non tirarsi i piedi da soli: andrà tutto bene! Ci becchiamo quando torno&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le nuove regole di Gardner, l&#8217;inventore dell&#8217;intelligenza multipla</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2007 09:24:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Occorrono disciplina, sintesi, creatitività, rispetto ed etica&#8221;. Parola di Howard Gardner
&#8220;Il mondo del futuro &#8211; con i suoi motori di ricerca, robot e altre potenzialità informatiche &#8211; ci chiederà di avere capacità che finora sono state solo opzionali: per rispondere a queste richieste occorre che cominciamo a coltivare sin da ora queste capacità&#8221;. (continua a leggere)
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>&#8220;Occorrono disciplina, sintesi, creatitività, rispetto ed etica&#8221;. Parola di <a href="http://www.ildiogene.it/EncyPages/Ency=GardnerH.html">Howard Gardner</a></h2>
<p>&#8220;Il mondo del futuro &#8211; <strong>con</strong> i suoi motori di ricerca, robot e altre potenzialità informatiche &#8211; ci chiederà di avere capacità che finora sono state solo opzionali: per rispondere a queste richieste occorre che cominciamo a coltivare sin da ora queste capacità&#8221;. (<a href="http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/scienza_e_tecnologia/genio-futuro/genio-futuro/genio-futuro.html">continua a leggere</a>)</p>
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		<title>Mia madre si becca una multa, mia sorella vicina al traguardo. E dei 22 esami non c&#8217;è traccia&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2007 20:45:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Capita di vivere giornate che definire strane è un eufemismo. Questa mattina (sveglia alle 7.30) è iniziata come tante altre: scrivendo per il tg/gr alcuni articoli e attività simili. Per la cronaca, tiene banco in questi giorni la presunta combine tra Ternana e Manfredonia in serie C1  e anche di questo mi sono occupato. Nulla di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin:0;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Capita di vivere giornate che definire strane è un eufemismo. Questa mattina (sveglia alle 7.30) è iniziata come tante altre: scrivendo per il tg/gr alcuni articoli e attività simili. Per la cronaca, tiene banco in questi giorni la presunta combine tra Ternana e Manfredonia in serie C1<span>  </span>e anche di questo mi sono occupato. Nulla di strano, normale routine. Magari cambia il settore o l’argomento ma il lavoro no. Raccontare e spiegare fatti e notizie in un audio di circa 50 secondi sperando di essere chiari. Altrimenti significa che qualcosa non va.</font></p>
<p style="margin:0;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman"><strong>Cmq, non è questo il punto</strong>. Verso le 11 mi telefona mia madre: “Ho parcheggiato con una ruota sul marciapiedi, la polizia municipale mi ha multata e mi ha tolto cinque punti sulla patente”. E io: “Ma come ca…”. </font></p>
<p style="margin:0;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Fermo restando che farsi togliere punti sulla patente sembra essere un’abitudine di famiglia (io sono a -10 e sono in testa a questa speciale classifica “casalinga”), credo che quel <em>soggetto</em> di un vigile sia stato fin troppo severo. Sarà perché il comune di Foggia è in deficit? O forse perché fare una multa ad una donna che ha mille cose<span>  </span>a cui pensare e va di fretta sempre e comunque è meno problematico? Fate voi…</font><font face="Times New Roman"><strong>Intanto mia sorella Daniela riceve la tanto attesa telefonata</strong>: ha passato anche il terzo colloquio, il lavoro è vicino. Tra un po’ potrò essere più specifico.</font></p>
<p style="margin:0;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Nel pomeriggio, <strong>l’amico e collega Francesco (soprannominato “picchiatello”) mi chiama allarmato</strong>. Un po’ come mia madre qualche ora prima. Il motivo?</font></p>
<p style="margin:0;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">No, la sua patente è ok e poi lui non appartiene alla famiglia. </font></p>
<p style="margin:0;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Il suo problema è che l’Università di Foggia gli ha smarrito il documento riepilogativo degli esami sostenuti. Lui era andato in amministrazione per chiederne una copia (<strong>ha sostenuto 22 esami ed è passato al nuovo ordinamento</strong>, a breve si dovrebbe laureare) e gli hanno riposto picche. <strong>“Non c’è nulla che la riguardi agli atti”</strong> gli hanno detto. Non vi dico come era incazzato…giustamente! </font></p>
<p style="margin:0;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Ha anche minacciato di sdraiarsi dinanzi all’ufficio del rettore per un sit-in di protesta. Conoscendolo, non è da escludere che lo faccia. Staremo a vedere come e se risolverà. </font></p>
<p style="margin:0;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman"><strong>Domani è un altro giorno. Che sia ancora più bizzarro?</strong></font></p>
<p style="margin:0;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Tutto<span>  </span>può essere, ormai io non mi stupisco più di nulla. <strong>Ma proprio di nulla</strong>.</font></p>
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		<title>Che bella la radio!</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Mar 2007 19:14:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ un po’ di tempo che non scrivo delle mie attività. Diciamo solo che gli impegni televisivi e radiofonici mi tengono molto impegnato. Forse, fin troppo. Ma se ami questo mestiere, sai che un giornalista non ha giorni di ferie e che “stare sulle notizie” significa vivere sempre in tensione (senza esagerare). Proprio in questi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin:0;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">E’ un po’ di tempo che non scrivo delle mie attività. Diciamo solo che gli impegni televisivi e radiofonici mi tengono molto impegnato. Forse, fin troppo. Ma se ami questo mestiere, sai che un giornalista non ha giorni di ferie e che “stare sulle notizie” significa vivere sempre in tensione (senza esagerare). Proprio in questi giorni, ho avuto il piacere di seguire per lavoro la Coppa del mondo di Sciabola Femminile: tra collegamenti con tv e radio e pezzi per i giornali…che casino! </font></p>
<p style="margin:0;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Ma l’evento meritava (e merita).</font></p>
<p style="margin:0;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman"><strong>In più sono stato invitato a Roma per un intervento sugli uffici stampa on line nell’ambito di un corso organizzato dalla Federazione Nazionale della Stampa. Il 4 aprile dovrei essere nella Capitale </strong>(magari riesco a beccarmi con qualche amico)<strong>.</strong> Spero di farcela, prima di tutto ad ad andare. Sarà una buona occasione per incontrarmi con gli amici di <a href="http://www.radioalzozero.net">Radio Alzo Zero </a>e fare il punto della situazione.</font></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">A proposito, so grazie alle vs mail che molti degli amici che di tanto in tanto visitano il mio blog, hanno iniziato ad ascoltare RAZ con una certa frequenza (si fa per dire). Bene, mi fa molto piacere.</font></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">A proposito di radio, anche a Foggia ne è nata una con molte ambizioni: <strong>si chiama Radio Nova 97 e i notiziari che durano mediamente 3 minuti (e vanno in onda ogni ora) vengono trasmessi contemporaneamente su <a href="http://www.teleradioerre.it">Teleradioerre</a></strong>. Un esperimento molto interessante! Ci sto lavorando con Francesco Fredella, reduce dall’esperienza ad RTL, e solo perché lo sopporto meriterei un premio. Ma questa è un’altra storia.</font></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';">Alla direzione editoriale di Radio Alzo Zero, si affianca questa nuova collaborazione. La radio mi piace sempre di più, soprattutto se “fatta e pensata” in un certo modo e con certi ritmi. </span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';">Un pizzico di fantasia serve sempre in questo mestiere e poi bisogna abituarsi ad essere sempre più <em>crossmediali</em>.</span></p>
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