“Un mondo straordinario di opportunità, che viene vergognosamente negato ai giovani che vivono nei piccoli Comuni italiani, ed in quelli meridionali in maniera particolare, da una classe politica inadeguata, vecchia e superata”. È quanto affermato da Virgilio Caivano (in foto), portavoce dei Piccoli Comuni, in occasione della web-community sul tema “Community professionale e Welfare community”…
…Il tema centrale è la banda larga e la problematica del “digital divide”. Oggi, il 70% dei giovani cerca lavoro in Europa utilizzando Internet. Navigare sul Web è, dunque, un ottimo strumento per indagare il mercato professionale e promuoversi, segnalando il proprio CV attraverso siti personali e blog.
Come è spiegato nella guida di “Job 24” le reti sociali professionali sono basate sulla scienza della reti e sui sei gradi di separazione. Queste reti, a cui ci si iscrive gratuitamente, non si limitano a mettere in contatto le persone, ma analizzano anche i contatti e tracciano i percorsi attraverso cui raggiungere aziende apparentemente lontane.
“Ma il Governo italiano – dichiara Caivano – nonostante le parole al vento non ha su questi temi un progetto vero, che guardi all’innovazione tecnologica al servizio delle famiglie dei piccoli centri. Le differenze e le distanze nell’era del Web sono paradossalmente aumentate, e le opportunità per i nostri giovani impegnati nella difficile sfida del futuro con altri ragazzi europei non sono uguali.
In alcune, molto poche purtroppo, piccole comunità il divario è stato risolto in maniera precaria e con difficile soluzione di continuità.
La società dei saperi equa e solidale è presente solo nei trattati comunitari; il resto è degrado, abbandono e semplice umiliazione. Del resto, cosa possiamo aspettarci da una classe politica e da una burocrazia che, nella stragrande maggioranza non è in grado di utilizzare un palmare, un semplice Pc e che confonde l’indirizzo di posta elettronica con l’indirizzo di casa”.
Links utili: www.piccolicentrieuropei.com