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	<title>Roberto Zarriello &#187; Università</title>
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	<description>Giornalismo sul Web &#38; Uffici Stampa On line</description>
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		<title>A proposito di scuola 2.0 e blog journalism</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 14:14:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratorio Università]]></category>
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		<description><![CDATA[Il mio post su Repubblica Bari.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="http://zarriello.blogautore.repubblica.it/2011/03/25/se-la-scuola-diventa-2-0/">mio post</a> su Repubblica Bari.</p>
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		<title>Il web come strumento per rafforzare il brand</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 08:21:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uffici stampa 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[Toccata e fuga. La mia scappatella (si fa per dire..) di domani a Milano durerà qualche ora. Il tempo di intervenire qui insieme a Sabrina Mossenta di Viadeo, incontrare l&#8217;amico e collega Roberto Bonin e ritornare in patria verso le 22.30 se Darwin Arlines mantiene le promesse. Insieme al buon Bonin siederemo poi al tavolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.robertozarriello.com/wp-content/uploads/2011/03/Social.jpg"><img src="http://www.robertozarriello.com/wp-content/uploads/2011/03/Social-257x300.jpg" alt="" title="Social" width="257" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-759" /></a><br />
Toccata e fuga. La mia scappatella (si fa per dire..) di domani a Milano durerà qualche ora. Il tempo di intervenire <a href="http://www.robertozarriello.com/editoria-digitale-metamorfosi-obbligata/">qui</a> insieme a Sabrina Mossenta di <a href="http://www.viadeo.com">Viadeo</a>, incontrare l&#8217;amico e collega <a href="http://www.tecnomedicina.it/">Roberto Bonin</a> e ritornare in patria verso le 22.30 se Darwin Arlines mantiene le promesse. </p>
<p>Insieme al buon Bonin siederemo poi al tavolo dei lavori per <a href="http://www.knowita.it/ita/news/Customer-mgt/20110128132755.html">questo</a><strong> meeting 2.0 sulla comunicazione in programma il 22 marzo organizzato da Knowita</strong>. Se volete potete ancora prenotarvi per partecipare: ecco la <a href="http://www.knowita.it/website_objects/file/Comunicazione_22.03/brochurecom08_03.pdf">brochure</a>.</p>
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		<title>I teenagers e il mondo digitale</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 12:52:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Quanti sono davvero i Nativi digitali? Solo il 37,54% dei teenagers europei, usa con elevata competenza MSN e Skype, naviga con disinvoltura nei social network e scarica musica, film, foto con il cellulare. Il 24,82% è ancora Tv-mediale (soprattutto in Italia), mentre il 25,09% usa la Tv via cavo e Internet (paesi dell&#8217;Est) solo la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.robertozarriello.com/wp-content/uploads/2010/10/Web.jpg"><img src="http://www.robertozarriello.com/wp-content/uploads/2010/10/Web.jpg" alt="" title="Web" width="225" height="225" class="aligncenter size-full wp-image-709" /></a><strong><br />
Quanti sono davvero i Nativi digitali?</strong> Solo il 37,54% dei teenagers europei, usa con elevata competenza MSN e Skype, naviga con disinvoltura nei social network e scarica musica, film, foto con il cellulare. Il 24,82% è ancora Tv-mediale (soprattutto in Italia), mentre il  25,09% usa la Tv via cavo e Internet (paesi dell&#8217;Est) solo la Lituania e Belgio arricchiscono la dieta con radio e videogiochi (12,54%).</p>
<p>La fotografia giovani e tecnologie é stata scattata dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza Università di Roma, nell’ambito della ricerca europea “On Air. The European Project on Media Education” elaborata all’interno del programma Europeo Comenius.</p>
<p>Il progetto, i cui risultati sono stati presentati oggi a Roma presso il Centro Congressi della Facoltà, ha coinvolto 6 paesi europei: Italia, Belgio, Polonia, Romania, Bulgaria e Lituania, intervistando ragazzi dagli 11 ai 16 anni e insegnanti di scuole di diverso ordine e grado.</p>
<p>Ogni paese sembra caratterizzato dal consumo di un medium rispetto agli altri, anche se lo scarto non è altissimo. Ad esempio, in Belgio predomina l’autoradio (78,2%), nella Bulgaria il videogioco on line (72,8%), in Italia la tv broadcasting (56,5%), in Lituania la stampa on line (64%), in Polonia e in Romania la tv via cavo (61,5% e 54%).<span id="more-707"></span></p>
<p><strong>Il focus</strong> su cui si concentra la ricerca è il rapporto fra i teenagers e mondo digitale, con un’attenta analisi non solo sulle abitudini di consumo, ma anche sul grado di consapevolezza percepito, le motivazioni di utilizzo e il valore affettivo attribuito alle singole tecnologie.</p>
<p>Fra i risultati emerge che i teens sembrano geneticamente predisposti a intelligenze connettive, alla reticolarità e alla multiformità dei gesti e dei pensieri; questa loro potenzialità, tuttavia, è limitata da un paniere di variabili socioculturali che vincola e ridimensiona lo sviluppo neurologico e di comportamento. </p>
<p>A ciò si aggiunge l’evidente gap intergenerazione rispetto alle nuove tendenze digitali: gli adulti sono più tradizionalisti e monomediali, mentre i giovani più mobili e tecnologicamente flessibili. Inoltre, si evidenzia un divario profondo fra politiche europee e le scarse opportunità di sviluppo della Media Literacy a livello locale.</p>
<p>Secondo alcuni studiosi, la relazione spasmodica con le tecnologie può indurre a uno sbilanciamento del pendolo della socializzazione sull’io, a una forma esagerata di individualismo  con cui non si intende un rapporto isolato o solitario, quanto la tendenza a leggere il medium come semplice protesi espressiva del proprio ego.</p>
<p>“Questo utilizzo sproporzionato, per appagare un desiderio di onnipotenza &#8211; precisa Mario Morcellini, preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione &#8211; induce inevitabilmente a un’iposocializzazione, perché regala l’illusione di soddisfare il senso di integrazione, di attivismo, di flessibilità attraverso una continua moltiplicazione delle chance di vita attraverso il digitale; questa stessa illusione diventa rischiosa perché infinitamente autopoietica”.</p>
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		<title>La laurea &#8220;arricchisce&#8221; ma i laureati sono più &#8220;poveri&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Mar 2008 16:56:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[La condizione occupazionale dei laureati in Italia è stazionaria: rispetto al 2007, quando tutti gli indicatori mostravano inequivocabilmente il segno meno, si osservano lievi segnali di ripresa. Ma solo limitatamente al primo ingresso nel mercato del lavoro. Segnali assenti o appena percettibili contraddistinguono il medio-lungo periodo. E&#8217; quanto emerge dal decimo rapporto AlmaLaurea presentato a Catania [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La condizione occupazionale dei laureati in Italia è stazionaria: rispetto al 2007, quando tutti gli indicatori mostravano inequivocabilmente il segno meno, si osservano lievi segnali di ripresa. Ma solo limitatamente al primo ingresso nel mercato del lavoro. Segnali assenti o appena percettibili contraddistinguono il medio-lungo periodo. E&#8217; quanto emerge dal decimo rapporto AlmaLaurea presentato a Catania che rimarca un forte divario tra Nord e Sud. <span id="more-273"></span>Dalla ricerca si osserva che a un anno dalla laurea lavorano 53 laureati su cento. Aumenta, in modo lieve, il tasso di occupazione (+0,6 punti percentuali), diminuisce quello di disoccupazione (-0,5). Aumenta, anche se di poco, il lavoro stabile (+0,6). A cinque anni dalla laurea lavorano 85 laureati su cento (- 0,3 punti), il lavoro stabile si amplia fino a coinvolgere il 70% dei laureati. Ma resta consistente il lavoro precario: sia a un anno (48%) che a cinque anni dalla laurea (27%). Dallo studio emerge che rimane un preoccupante divario tra Nord e Sud: 23% a un anno dalla laurea, 12% a cinque anni. Le retribuzioni, gia&#8217; modeste (1.040 euro mensili netti per un neolaureato, 1.342 dopo cinque anni), continuano a perdere potere d&#8217;acquisto. Fatto 100 il guadagno del laureato del 2001, il laureato intervistato nel 2007 guadagna 92,9: ancora meno dell&#8217;anno precedente (94,7).</p>
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