Archive for the 'Web 2.0' Category

Facebook, è boom in Puglia

Tu ci sei su Facebook? Ormai la domanda è sempre più ricorrente tra amici e colleghi. In Puglia, il numero dei pugliesi iscritti al popolare social network fondato nel 2004 da Mark Zuckerberg, cresce nell´ordine di qualche decina di nuovi profili al giorno. Circa centomila i pugliesi caduti nella rete di Facebook. Read more »

You Tg1, anche la Rai punta sul “giornalismo dal basso”

“Il Tg1 siete voi”. Anche la Rai punta sui contributi generati dagli utenti. In questo caso, dai telespettatori.

ll Tg1 non più solo da vedere, ma anche da fare. Proposte, idee, storie, commenti. Il tema dei filmati non ha limiti. Può essere una festa o una denuncia, un curioso momento personale o la condanna di un sopruso.
  Manda il tuo video   

 Il servizio di Alessandro Cassieri dal Tg del 1 dicembre

Sergio Lepri e il suo romanzo wiki

Sergio Lepri, 89 anni, dei quali ventotto trascorsi come direttore dell’Ansa (1962-1990), ha rifiutato la proposta di un importante editore di scrivere un libro sul 1943: lo pubblica sul suo sito. Una specie di romanzo a puntate aperto alla collaborazione di tutti e pensato per avere una sua “vita infinita, senza limiti di contenuti e senza scadenza temporali, affidata all’autore finché vivrà e poi a qualcuno che ne continuerà e alimenterà la sopravvivenza, perché non si perda la memoria del tempo”. 

continua su Repubblica

Web e nuovi media P.A., premiati i migliori prodotti multimediali

Assegnati al COM-PA 2008, Salone europeo della comunicazione pubblica, i premi della IV edizione del concorso ‘Web e Nuovi Media – la PA che si vede, la TV che parla con te’. Per la categoria “Notiziario istituzionale” prima classificata la Regione Marche (Web TG del Consiglio Regionale) per la vivacità dei servizi e l’elasticità dei contenuti e l’informazione politica non convenzionale.Seconda la Provincia di Venezia (TG Notizia e Forma) per il dinamismo delle immagini e del montaggio e per la trattazione di temi come la cultura e lo spettacolo, seguita dalla Regione Piemonte (Consiglio Regionale) per l’accuratezza tecnica dei servizi. Menzione speciale: Università D’Annunzio di Chieti e Pescara (per Campus Network TG), Provincia di Ancona (per TG Pro). Per la categoria “Video Promozionale“ prima classificata l’Asl di Avezzano e Sulmona (Cammino insieme) per la suggestione data dalla musica e dall’elaborazione delle immagini, e per l’ottimo slogan. Secondo classificato il Comune di Sati (Asti) per la scelta audace di connotare l’identita’ dei luoghi con i prodotti del territorio, terzo classificato l’Inpdap per la buona rappresentazione dell’ente, il ritmo e la velocità delle immagini. Menzione speciale: Comune di Selargius, in provincia di Cagliari, e Unità di crisi del ministero degli Esteri. Nella categoria ‘Canali tematici‘ prima classificata laDirezione didattica di Cassola, provincia di Vicenza, per l’originalità linguistica e per i contenuti del messaggio divulgativo, e per il montaggio, seconda l’Asl di Teramo (video “Percorso insieme”) per l’efficacia persuasiva del tema “salute” e per la trattazione ironica e sdrammatizzante, terzo classificato il Comune di Napoli, Dipartimento Comunicazione Istituzionale, per aver trattato il tema dei morti sul lavoro in modo accurato. Menzione speciale: ministero del Lavoro (per Circumlavorando). Categoria ‘Servizi Interattivi‘: primo classificato il Comune di Reggio Emilia(campagna ‘Blu Tu’) per il richiamo alle nuove tecnologie fatto in modo efficace, seconda l’Agenzia Regionale Umbra per i Servizi Interattivi, perché cerca di restituire la tradizione italiana attraverso media vecchi e nuovi. Read more »

Rivoluzione nelle redazioni giornalistiche

Dai lavori di questa edizione del congresso europeo dell’ International Newsmedia Marketing Association, emerge chiaramente un elemento: il “pianeta giornale” è preoccupato della situazione che lo circonda. L’impatto sui quotidiani della crisi economica esiste e, in alcuni casi, si è fatto già sentire alle prime avvisaglie, ben prima della crisi di questi giorni. E’ un’impressione netta che si ricava dai temi affrontati quest’anno, un tema che di certo porterà cambiamenti concreti nel mondo editoriale. acconta il Direttore dell’INMA, Earl J. Wilkinson, che ha un punto di vista privilegiato sulla situazione dei quotidiani in tutto il mondo: “In America ci sono una cinquantina di quotidiani in crisi, 7 sono falliti l’anno scorso. Potrebbero esserci editori europei che compreranno giornali americani o il contrario. La crisi è ovunque. In Spagna cala la pubblicità e in Italia la situazione è molto simile. In Svezia c’è crisi anche nella stampa specializzata, cosa che accade in periodi particolari”. Wilkinson viaggia per sei mesi all’anno visitando i giornali di ogni parte del mondo e riassumerà nell’ultimo giorno di convegno questa sua esperienza in una previsione della situazione del 2009 nel mondo dei quotidiani. (continua su Kataweb)

Penne Digitali 2.0

E’ finita l’attesa, la nuova edizione di “Penne Digitali” (visto, Carlo?) si trova in tutte le librerie Feltrinelli e a breve ci sarà una presentazione ufficiale a Roma e Milano. Forse anche nella mia città: che faccio, lo presento a Foggia??

Per me è proprio un periodo 2.0: oltre alla presentazione di Penne Digitali, partirà anche il progetto Città 2.0 su Repubblica Bari. Vi terrò aggiornati su tutto.

Podcast, blog e studi sui nuovi media a Foggia

Podcast audio e video, ricerche di settore e interviste ad esperti di livello internazionale. C’è perfino un blog dedicato al web e alle tecnologie sul sito del “Centro studi nuovi media” dell’Università di Foggia (e Lecce) (media.unile.it). “Il nostro scopo è promuovere l’uso delle tecnologie in settori come la formazione e la comunicazione” precisano sul sito i docenti che curano l’iniziativa. Una sorta di laboratorio multimediale in cui si studiano e si sperimentano i media del presente e del futuro. (continua su Repubblica Bari).

Intanto sta per partire Città 2.0.

I conti del giornalismo online non tornano

Speranze e inquietudini sono emerse dall’ incontro dell’ONA (Online News Association),  considerata la più importante conferenza Usa sul giornalismo online, che si è tenuto nei giorni scorsi a Washington.

Speranze certamente – sintetizza Eric Sherer, su Mediawatch.afp  – , vista l’ energia prodotta dallo scatto dei video nelle redazioni dei giornali, e un giornalismo sempre più visuale. Dieci anni dopo l’ arrivo di Internet nella stampa, e grazie ai suoi nuovi strumenti, i media raccontano il mondo in maniera diversa.

Ma anche inquietudini, perché i conti continuano a non tornare. Anzi. Dieci anni dopo, appunto, il web arriva a rappresentare appena… il 10% delle entrate dei giornali Usa. Impossibile far vivere le redazioni. « Non riusciamo a monetizzare il web abbastanza velocemente ». Peggio : l’ obbiettivo di tutti (arrivare sul 20-25%) non sembra del tutto a portata di mano. Tutti sono d’ accordo che ci vorranno ancora attorno a « 5 o 6 anni ».

Il business model è ormai spezzato - sottolinea Sherer – con la caduta accelerata della diffusione e dell’ audience, senza che Internet, e ancor meno il ‘mobile’, siano ancora in grado di prendere, a breve o medio termine, la posizione.

Intanto, la copertura internazionale e —fatto nuovo — nazionale, sono ormai pubblicamente lasciate alle agenzie di stampa, per riservare le forze sul « locale, o anche l’ iper-locale ». Le risorse per un vero giornalismo investigativo di qualità sono sempre più volatili, salvo ricorrere a delle soluzioni tipo non di lucro (Fondazioni, ecc.). Più sorprendentemente: l’ integrazione delle redazioni (classiche e web), dove non mancano le tensioni generazionali, continua a porre dei grossi problemi.

Alcuni siti di informazione verticale, come l’ Huffington Post, riescono, ma non spendono niente per i contenuti, contentandosi di ospitare dei contributi e di segnare link verso siti giudicati rilevanti.  Questa nuova  « economia dei link », cara a Jeff Jarvis, è stata al centro di tutte le discussioni. Con una parola sempre più presente: « curation » o « curator » (nel senso di chi cura una mostra scegliendo i quadri da esporre –  qui i link e le fonti).  Il giornalismo dei link, con la sua voce e le sue scelte. L’ ironia è che i dizionari danno per primo al termine “curator” il significato di  uno «incaricato di assistere una persona gravemente inabile »!

Per i giornali sono state proposte con insistenza anche delle possibili strade da percorrere:

  • Separare la produzione giornalistica da tutto il resto, comprese la stampa e la distribuzione. Per cercare di preservare il giornalismo ilWashington Post, come il NYTimes, lo finanziano con delle attività connesse  (educazione, siti commerciali…). 
  • Annunciare con anticipo una data entro cui la “stampa” si fermerà,spiegando ai lettori i problemi attuali e i progetti su 3/5 anni per uscirne.
  • Rafforzare il web e trasformare il quotidiano a stampa in settimanali.

Tutti moltiplicano all’ infinito le sperimentazioni digitali. Siamo ancora nella fase « trial & error », con un giornalismo che, finalmente, ha capito che si può essere « platform agnostic » (pluripiattaforma). Il problema è semmai immaginare dei nuovi mezzi per continuare a far sentire all’ esterno la propria voce e a convincere del proprio ruolo e della propria utilità.  

Sherer, poi, sottolinea un altro aspetto emerso con forza dalla Conferenza dell’ ONA. La sempre maggiore determinazione con cui i  nuovi responsabili editoriali, « nati » con il digitale, intendono imporre la propria leadership nei media, rispetto alla vecchia generazione, giudicata ormai superata e impotente. 

fonte LSDI

Redigere comunicati stampa per Internet

Padroneggiare le regole della scrittura per il web, adattare i propri testi ai nuovi strumenti di rapporto con la stampa e ottimizzarli per l’indicizzazione sui motori di ricerca. Saranno alcuni degli argomenti che tratterò nel corso “Redigere comunicati stampa per Internet”. Per la prima volta collaborerò (anche per altri corsi) con LRA, società milanese leader nel settore della formazione.

Ecco la brochure del corso.

Arriva Google Chrome, un browser open source

Google è pronto a rilasciare la versione beta del suo primo web-browser: Google Chrome. Che avrà un carattere snello e pratico, ed un innovativo sistema di ottimizzazione per l’esecuzione delle applicazioni. Un rivale in più per Internet Explorer 8.

Google si appresta a rilasciare la beta del nuovissimo web browser open source Chrome in oltre 100 Paesi di tutto il mondo. Chrome incarna un’idea resa nota già da tempo dagli sviluppatori di Google, che ha colto di sorpresa quasi tutti. L’annuncio è arrivato oggi, attraverso un messaggio sul blog ufficiale dell’azienda statunitense. La versione betà è molto lontana dalla sua versione completa, come ammettono gli sviluppatori stessi, ma sono già chiare le sue peculiarità: velocità, sicurezza, versatilità, stabilità e soprattutto semplicità, cardine fondamentale per Google, come già da tempo testimonia la homepage del suo motore di ricerca, spartana ma ineguagliabile da punto di vista delle funzionalità. (continua)

GUARDA IL FUMETTO SU GOOGLE CHROME

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