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venerdì 20 gennaio 2017, 7:06
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I 3 principi del Brand Journalism

I 3 principi del Brand Journalism

Come scritto nel mio libro, edito dal Centro di Documentazione Giornalistica, e come spiegato sinteticamente in questo post, il brand journalism rappresenta un’opportunità per la professione del giornalismo, dal momento che è una nuova ‘branca’ dell’informazione.

Così come, infatti, esiste il giornalista economico, sportivo, ecc., adesso il mercato esige anche quello che si sa occupare del brand, ovvero della comunicazione informativa dell’impresa.

E ciò non in relazione a un media appartenente ad altri, per cui il giornalista è l’addetto che fa da tramite tra l’azienda e la testata (ufficio stampa), ma a uno strumento proprio, il cosiddetto giornale d’impresa (o brand magazine).

Scritto questo, il Brand Journalism si sviluppa attorno a tre principi:

  • Media e marketing convergono su più brand e si occupano entrambi delle operazioni di pubblicazione.
  • Lo Storytelling è un modo potente per connettersi con i lettori/clienti.
  • La chiave per ottenere fiducia dal proprio target (audience) è pubblicare contenuto che sia credibile e onesto (trasparenza).

Il primo punto sta a significare l’importanza della professionalizzazione della figura del brand journalist (giornalista d’impresa), anche in chiave freelance. I brand più piccoli, infatti, potrebbero non permettersi giornalisti a tempo pieno da inserire all’interno della propria struttura e, quindi, dovrebbero rivolgersi giocoforza a liberi professionisti. Dal canto loro, i giornalisti d’impresa avrebbero più clienti su cui lavorare.

Il secondo punto, poi, sottolinea l’importanza del racconto delle storie. Nel brand journalism, infatti, è cruciale la capacità di suscitare emozioni, di focalizzarsi sui come e di invogliare il lettore a conoscere il marchio, aumentandone così la notorietà (brand awareness).

Il terzo punto, infine, è il confine tra il giornalista e chi si occupa di content marketing: il primo non deve vendere ma raccontare l’azienda e deve sempre basarsi sui fatti, così come deontologia pretende. Solo in questo modo si potrà instaurare un rapporto di fiducia tra il giornale d’impresa e il lettore/potenziale consumatore.

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