Instagram, 3 regole per creare una buona didascalia

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Instagram è un social network in continua ascesa non solo per il numero degli iscritti (400 milioni di utenti stimati alla fine del 2015, di cui 9 milioni di italiani), ma anche per il numero degli inserzionisti (500.000, più del doppio rispetto al febbraio di oggi).

La piattaforma di condivisione di video e foto, di proprietà di Facebook, infatti, ha ormai assunto una valenza niente male anche sul fronte del marketing e, quindi, dovrebbe essere bene accetto qualche consiglio per scrivere la migliore descrizione possibile per una foto o immagine.

La prima regola è la brevità: si ricorda, infatti, che è il contenuto multimediale il protagonista su Instagram. Il testo, quindi, deve fare semplicemente da ‘contorno’. Per alcuni, addirittura, la descrizione deve essere ancora più breve di un tweet. Ovviamente, vale anche in questo caso la cura grammaticale e sintattica di quel poco che si vuole o si deve scrivere.

La seconda regola è non abbondare con gli hashtag. Spesso si notano su Instagram fotografie con decine di hashtag con lo scopo evidente di creare più engagement. Eppure, spesso l’effetto che ne deriva è sgradevole: c’è chi, perfino, usa il cancellato su ogni parola, anche se questa non ha alcuna rilevanza. Quindi, meglio scegliere al massimo tra i due e i tre hashtag assolutamente rilevanti e che siano tali da essere davvero delle parole chiave ricercate dagli utenti di Instagram.

La terza regola è l’utilità della descrizione: scegliere una didascalia che dia un valore aggiunto al contenuto da condividere, ad esempio esplicativo. Altrimenti, meglio non aggiungere altro e fare parlare soltanto l’immagine.

E voi, altri consigli da aggiungere?

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