Italian Master Startup Award, PNICube premia le startup che ce l’hanno fatta

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Puntata speciale di start Me Up dedicata per buona parte all’Italian Master Startup Award, il premio che PNICube conferisce alle startup accademiche che hanno dimostrato di saper stare sul mercato. La cerimonia di consegna del Premio – giunto alla sua decima edizione – si terrà giovedì 12 maggio a Novara, presso la sede dell’Associazione Industriali. Il premio è stato presentato alla stampa il 26 aprile insieme all’edizione 2016 del Premio Nazionale per l’Innovazione che quest’anno si svolgerà a dicembre a Modena. Di entrambe le manifestazioni ne parlo con il professore Marco Cantamessa, presidente di PNICube: «A nostro avviso è importante dimostrare che le startup non siano solo delle belle promesse, ma aziende che sappiano stare sul mercato – dice il professore ai microfoni di Start Me Up. Quando una startup ce l’ha fatta allora può diventare il segnale che questo paese può cambiare». Al concorso parteciperanno 12 aziende, tutte venute fuori dalla ricerca accademica che saranno giudicate da una giuria composta da imprenditori, investitori e manager: un buon segno, che testimonia l’attenzione del mondo del lavoro nei confronti della ricerca. A pesare, secondo il professore Cantamessa nel giudizio della commissione nella scelta della startup vincitrice saranno «la crescita finanziaria, quindi la capacità di attrarre investimenti, la crescita economica, cioè la capacità di incrementare il proprio fatturato e anche l’impatto che queste aziende hanno dal punto di vista occupazionale». A questo vanno aggiunti la capacità del team di affrontare i mercati esteri e la longevità dei prodotti e/o i servizi erogati.
Nell’ultima parte dell’intervista chiedo al professore quanto la ricerca abbia inciso a suo avviso sull’imprenditoria e il suo giudizio è positivo, alla luce soprattuto delle poche risorse di cui la ricerca ha disposto negli ultimi anni. In questa ottica anche la possibilità di trasformare questa ricerca in startup attraverso la brevettazione è un segnale forte. «In questo momento – conclude il professore – è forse più la capacità di offerta dell’università che la capacità di domanda da parte del mondo del lavoro».

Continuiamo a parlare di Italian Master Startup Award anche con il secondo ospite di questo podcast di Start Me Up. Ai nostri microfoni abbiamo il piacere di ospitare Lorenzo Lener, direttore dell’incubatore di Impresa Enne3 di Novara, città che ospiterà la manifestazione. «Siamo contenti di ospitare il premio – dice – perché abbiamo la possibilità di mostrare a una città come sono diventate alcune delle imprese nate all’interno degli incubatori universitari, che sono cresciute e fanno economia reale».
L’incubatore Enne3 ha una funzione territoriale e ovviamente è un luogo aperto a quante più aziende possibile. Naturalmente non tutte non possono essere ospitate nella struttura di Novara e così si è scelto di puntare su un network coinvolgendo le strutture limitrofe e con competenze diverse. Si è così arrivati a creare un incubatore diffuso per poter accogliere un numero maggiore di progetti.
Al di là dell’impegno del 12 maggio l’incubatore Enne3 in questo periodo è impegnato nella promozione della Start CUP Piemonte Valle d’Aosta, lo scouting cioé dei progetti di impresa che nascono in ambito accademico e che andranno poi a concorrere per il PNI 2016. Sarà proprio Novara a ospitare l’evento regionale che si svolgerà a Ottobre e che decreterà quali saranno i progetti che rappresenteranno le due regioni del Nord Italia alla fase nazionale del concorso.
Per conoscere meglio le attività dell’incubatore di Novara vi consigliamo di visitare il sito enne3.it e di tenere d’occhio la sempre aggiornata pagina facebook.
Per conoscere invece i vincitori dell’Italian Master Startup Award non perdete il prossimo podcast di Start Me Up. Abbiamo infatti l’onore di essere uno dei media partner dell’evento e per il secondo anno consecutivo seguiremo anche l’edizione 2016 del PNI.

Infant: l’app per i bimbi la fanno i genitori

Lo scorso 2 maggio è venuto alla luce (non sto usando termini a caso, giuro) il sito di Infant, progetto della startup FCube. La app promette di aiutare i genitori a prendersi cura del proprio figlio, migliorando la loro vita. Attraverso Infant il genitore potrà monitorare ogni aspetto della vita del proprio bambino perché funzionerà come hub in cui ricevere tutti i dati raccolti dai vari oggetti smart presenti in casa. Il controllo della temperatura ad esempio sarà affidato a una tutina wireless che contemporaneamente controllerà costantemente il battito cardiaco oppure si potrà controllare il sonno del proprio bebé attraverso la telecamera posta sulla culla collegata in wireless con il proprio smartphone. C’è quindi una massiccia dose di IoT nel progetto Infant deputata a raccogliere dati che successivamente saranno immagazzinati attraverso il cloud, in modo da dare massima libertà di accesso da parte del genitore. Ma la particolarità dell’interno progetto è che tutto ciò verrà creato insieme ai genitori. Come spiega l’ideatore Giorgio Ferrari nell’intervista che ha rilasciato a Start Me Up, l’applicazione verrà costruita in questi mesi ascoltando i pareri e le esigenze di chi vive questa straordinaria avventura. Un vero e proprio modello basato sul metodo lean quindi, dove niente è stabilito a priori e tutto è messo in discussione. In questo senso la “nascita” del portale ha inaugurato questo processo e il primo passo è quello di mettere in piedi una community di persone (neo-genitori e specialisti del settore) attraverso la pagina e il gruppo facebook così da favorire il dialogo e il confronto. Il gruppo è naturalmente aperto e chiunque volesse dare il proprio contributo e entrare a farne parte può richiederlo a info@infantcare.it.

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