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martedì 17 gennaio 2017, 7:54
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La Polizia del Belgio contro le reazioni di Facebook

La Polizia del Belgio contro le reazioni di Facebook

Anche se in molti continuiamo a usare soprattutto il tradizionale mi piace, su Facebook da un pezzo c’è la possibilità di reagire ai contenuti in altri cinque modi: Love (cuore), Ahah (faccia che ride), Wow (faccia sgomenta, anche se sembra preoccupata), Sigh (faccia che piange), Grrr (faccia arrabbiata).

Su queste reazioni di recente si è occupata perfino la polizia del Belgio, mettendo in guardia tutti gli utenti del social network.

Il motivo? Comprometterebbero la privacy fino al punto di violarla.

In sintesi, infatti, i poliziotti belgi sostengono che le icone non solo aiutano a esprimere le emozioni circa un contenuto ma (soprattutto) permettono a Facebook di valutare l’efficacia degli annunci che scorrono sul feed degli aggiornamenti, rendendo così l’algoritmo ancora più efficiente ed efficace.

In pratica, Facebook, analizzando le reazioni, non solo visualizzerà i contenuti che meglio crede possano suscitare la curiosità degli utenti ma anche il momento in cui mostrarli: è chiaro, ad esempio, che siamo più ricettivi se il nostro umore è buono, no?

La domanda è: quanto temuto dalla polizia belga è davvero una cosa negativa?

O non è, invece, positivo che Facebook mostri ciò che potenzialmente può interessarci, escludendo quello che già intuisce non significativo per noi?

Dite la vostra!

P.s. volete sapere altro su Facebook? Vi consigliamo il libro “Brand Journalism: storytelling e marketing: nuove opportunità per i professionisti dell’informazione”, edito dalCentro di Documentazione Giornalistica.

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