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martedì 17 gennaio 2017, 7:50
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L’Esocc 2015 dà spazio all’innovazione siciliana

L’Esocc 2015 dà spazio all’innovazione siciliana

C’è stato anche un panel dedicato all’innovazione siciliana durante la quarta edizione di Esocc che si è svolta tra il 15 e il 17 settembre a Taormina, in provincia di Messina. Una parte del programma del primo giorno infatti è stata dedicata alle realtà siciliane che hanno scommesso sull’innovazione digitale. A selezionarle e coordinarle il gruppo Startup Messina che ha introdotto i pitch dei quattro CEO davanti a una platea di investitori e ricercatori provenienti da tutta Europa. Si sono alternati sul palco Dino De Luca di Spidwit, Federico Papa di Ludwig, Francesco Pira di Fileshute e Angelo Zaia di Dh Labs. I quattro hanno illustrato le peculiarità dei propri progetti che sono stati valutati da una giuria creata ad hoc. A ricevere più voti è stata Ludwig, non un semplice correttore – come spiega Federico ai microfoni di Start Me Up – ma un motore di ricerca linguistico (al momento dedicato solo alla lingua inglese). Grazie a un particolare algoritmo, Ludwig confronta la frase su cui l’utente ha un dubbio con altre presenti in testi composti da madrelingua e restituisce la forma più un uso e quindi la più corretta. L’idea è stata premiata lo scorso anno con il gran di Tim Wcap e entro fine mese verrà rilasciata la prima beta. Nel frattempo chiunque può testare Ludwig lasciando la propria mail su ludwig.guru.

Esocc, letteralmente European Conference on Service-Oriented and Cloud Computing, è sbarcato per la prima volta a Taormina (dopo Bertinoro, Malaga e Manchester) grazie al professore Massimo Villari dell’Università di Messina che lo ha fortemente voluto. Per tre giorni ricercatori, investitori e innovatori da tutta Europa si sono confrontati sulle tecnologie cloud, il loro presente ma soprattutto l’impiego che ne verrà fatto nel futuro. Inoltre c’è stato spazio anche per conoscere quali progetti l’Unione Europea sta mettendo in piedi per diffondere sempre più queste tecnologie. Si è parlato di tutto ciò con la seconda ospite di questa puntata, Silvana Muscella, imprenditrice a capo di due aziende che erogano servizi IT e coordinatrice di Cloudwatch, progetto europeo che aiuta i cittadini a conoscere e a scoprire i servizi legati al cloud. Come sottolinea Silvana, esistono molti incentivi che stanno portando le aziende, anche quelle più piccole, a utilizzare il cloud, una tecnologia che se ben utilizzata permette di risparmiare tempo e denaro.

L’ultima parte della trasmissione è dedicata invece a una applicazione nata come tesi di laurea: mi riferisco a SoSocial di Giuseppe Caruso. Roberto Zarriello ne ha già parlato sulle pagine di Resto al Sud e – come potete intuire dal nome – ha che fare con la sicurezza delle persone. Si tratta di una app che attraverso un semplice gesto permette all’utente di mandare un messaggio di aiuto a cinque destinatari diversi e inoltre diffondere l’SOS tramite i propri profili facebook e twitter. Giuseppe l’ha pensata – dice nell’intervista – il giorno dopo il terremoto che ha devastato L’Aquila. L’applicazione è utile non solo in caso di calamità naturali ma per qualsiasi tipo di emergenza. In futuro Giuseppe pensa di ampliare i servizi offerti, dando la possibilità agli utenti di inserire nel messaggio anche eventuali allergie o patologie. Al momento l’applicazione è disponibile per i soli utenti Android che la possono scaricare qui.

La foto della copertina rappresenta la premiazione di Federico di Ludwig da parte del prof. Villari e della Prof.ssa Baglieri dell’Università di Messina – foto di Marius Nadas.

Due parole su Start Me Up:
C’è un sud in movimento e con Start Me Up lo racconto in radio: un appuntamento settimanale che cerca di mettere in risalto i progetti e le storie di chi scommette sulla propria idea e la porta avanti. Ho scelto la radio perché l’ho sempre reputato il mezzo a me più congeniale ed è quello che permette di creare connessioni con più facilità. Sono di Messina, ma non ho mai immaginato un programma incentrato solo sulla mia città. Sin dall’inizio l’intento era quello di raccontare quello che succede da Roma in giù, cercando di fare rete con le altre città del Sud Italia.
Posso inoltre contare sul supporto di Spreaker e Keedra, che mi danno una mano a essere presente con un podcast on-line ogni settimana.

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